ACQUI WINE DAYS – WORKSHOP DI APERTURA

 

 

LE BOLLICINE E I VINI IN ROSA: SCENARIO, MERCATO, TENDENZE, PROSPETTIVE

Venerdì 25 settembre 2020 presso Villa Ottolenghi

Il primo Workshop di Acqui è stato dedicato alle ‘Bollicine e Vini in Rosaʼ, protagoniste del ‘Progetto Acqui Roséʼ: una start-up che innova la tradizione interpretando le tendenze di un mercato dinamico, in Italia e allʼEstero. Il confronto tra e con alcuni dei massimi esperti di questo settore ha offerto un contributo effettivo allʼEconomia del Vino nazionale, missione dei Workshop di Acqui. Il Workshop è stato lʼevento di apertura della prima edizione degli ACQUI WINE DAYS.

Le Bollicine e i Vini in Rosa: Scenario, Mercato, Tendenze, Prospettive”, il Workshop d’apertura di Acqui Wine Days tenutosi il 25 settembre a Villa Ottolenghi, ha raccolto alcuni dei massimi esperti del panorama enologico italiano per riflettere insieme sulle sfide e le opportunità che la start-up Acqui docg Rosé porta in dote, inserendosi in un mercato dal grande potenziale come quello degli Sparkling Rosé. Acqui Wine Days è stata una tre giorni – dal 25 al 27 settembre – dedicata al Brachetto d’Acqui docg e all’Acqui docg Rosé e al territorio dell’Alto Monferrato, Patrimonio Unesco, con degustazioni, eventi per il pubblico ed escursioni. L’evento si è inserito all’interno del palinsesto della Douja d’Or 2020 – Il Vino, il Cibo, la Cultura, il Monferrato, la storica manifestazione enogastronomica piemontese che è tornata nel 2020 con una formula rinnovata: coinvolgendo Asti e tutto il Monferrato Astigiano, tutti i fine settimana fino al 4 ottobre ha proposto live tasting nelle eleganti piazze della città, masterclass nei palazzi storici e un nuovo palinsesto di iniziative culturali, artistiche ed enogastronomiche.

Per ora la produzione di Acqui docg Rosé si limita a 10 aziende, – commenta Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Acqui – ma tante altre stanno decidendo di iniziare su questa strada, convinte dal progetto che stiamo intraprendendo e dall’alta qualità che contraddistingue il prodotto. Si tratta di un percorso che quindi coinvolge non solo i produttori, ma anche il territorio e le istituzioni. Ovviamente, questo nuovo vino non significa che abbiamo deciso di mettere in secondo piano il Brachetto d’Acqui docg, il nostro fiore all’occhiello, che rimane la nostra produzione di punta e che in passato è stato apprezzato moltissimo, ma che ha subito anche una flessione a circa metà degli anni 2000. Ora, per fortuna, grazie anche all’azione di promozione del Consorzio, il trend si sta invertendo. Attualmente produciamo 3 milioni di bottiglie e puntiamo a aumentare questo numero”.

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